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Sunday, August 26, 2012

Senza ricerca e sviluppo: crescita non credibile, di Roberto Vacca, 25/8/2012.

Allego articolo odierno: reagisco ai comunicati del Governo che  descrivono
le strategie decise per la crescita. Il documento riportato dai giornali è
triste. Propone alcuni interventi quasi tutti deboli, marginali -- e vaghi.
Anche i governi precedenti hanno mancato tragicamente. Molti anni fa smisero
di prospettare piani energetici e di parlare di programmazione economica.
Ora,almeno,avrebbero dovuto leggere le statistiche - e ragionare - per
capire che la prosperità viene conseguita da chi studia, pensa, innova.  Non
lo hanno fatto.
Mi aspettavo di meglio dai professori.
Continuiamo a ragionare, ma mi fa sì disperare chi parla di evitare le frane
(CERTO vitande!) ne non di  usare il cervello per capire, studiare,
inventare e - come "by product" -- vantaggio collaterale -- diventare più
ricchi.

Grazie se disseminate queste mie prediche --- inutili? (come quelle di Luigi
Einaudi - se mi si permette di confrontare le mie piccole parole a quelle
sue, spesso più grandi)

Combattiamo

Roberto



Senza ricerca e sviluppo: crescita non credibile, di Roberto Vacca, 25/8/2012.
Sembrano vecchie di cent’anni le decisioni raggiunte dal Consiglio dei Ministri del 24 agosto 2012. L’obiettivo principale era la crescita economica, però, i documenti finali non menzionano nemmeno ricerca scientifica e sviluppo tecnologico, sebbene le statistiche degli ultimi decenni mostrino che cresce di più il Prodotto Interno Lordo dei paesi più innovativi.
Questa dipendenza è confermata dalla tabella seguente che riporta per il 2011 la crescita % del prodotto interno per l’Italia (che sta al 15° posto) e per i 5 Paesi europei in testa alla classifica dell’innovazione in termini di lauree, ricerca scientifica, investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo, brevetti, percentuale di piccole e medie imprese innovative, bilancia tecnologica, etc.

Paese
Svezia
Germania
Finlandia
Francia
Danimarca
Italia
Crescita %
PIL 2011

3,9

3

2,7

1,7

0,8

0,4
Crescita % PIL 2011 per i 5 Paesi europei più innovatori e per Italia
Fonte: Eurostat

Le antiquate strategie annunciate dal Consiglio dei Ministri riguardano interventi in: opere pubbliche, semplificazioni per la creazione di nuove aziende, valorizzazione di siti archeologici, protezione dalle frane, rispetto delle regole, lotta contro corruzione ed evasione fiscale, miglioramento dei rapporti fra pubblico e privato, nuove regole per la valutazione dei docenti, assunzione di 12.000 docenti per le scuole medie e superiori. Anche questi sono obiettivi meritevoli di attenzione, anche se alcuni sono un po’ vaghi. Ad essi è stata  rivolta in passato qualche attenzione che manca, invece, alla scienza e alla tecnologia.
Propongo al Governo la lettura di quanto scrivevo su queste pagine virtuali il 9 Maggio u.s.
“In Italia gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo sono lo 0,54 % del PIL (nel 2010 era 0,58 %) che corrisponde allo 0,71 della media europea; quelli privati sono lo 0,71 % del PIL (nel 2010 erano 0,65 %) che corrisponde allo 0,57 della media europea. Questo divario dura da 30 anni. Non è solo questione di investimenti, ma di cultura media. La percentuale della popolazione che ha completato l’educazione terziaria è in Italia il 20%. La media europea è 33 %, Danimarca e Norvegia 47%, Svezia e Finlandia 45%, Francia e UK 43 %, Irlanda 49 %. A livello più basso dell’Italia sono solo: Macedonia, Malta, Romania e Turchia.
L’Italia è, dunque, carente nei livelli di istruzione. Negli investimenti in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico sta poco sopra la metà della media europea - particolarmente nel settore privato.”
Attendiamo che il Consiglio dei Ministri rimedi all’omissione e definisca strategie urgenti ed efficaci. Agli industriali italiani poco innovativi, diciamo: “Senza innovazione energica e sapiente – non sopravviverete.”

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