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Tuesday, March 19, 2013

Io e il mio IO-UNIVERSO - Filosofia fuori schema.


Premessa
Chi scrive si rende conto del fatto che l’argomento può destare incredulità e può sembrare ridicolo e privo di senso quindi è indispensabile una premessa che spieghi come devono essere inquadrate le affermazioni che vi sono contenute.
Sono solo una persona che usa il pensiero, e scrivo quello che penso senza certificati.
La mia teoria dell’Io-universo può essere espressa con poche semplici parole:  tutto ciò che esiste, tutti gli oggetti, le persone, gli universi qualsiasi cosa che esiste sono semplicemente e solo io.
Non essendo preda della pazzia ovviamente questo deve essere conciliato con la visione convenzionale di un mondo fatto di persone, oggetti, pianeti, sistemi stellari eccetera entità separate e indipendenti.
Per rendere più evidenti le differenti visioni tra convenzionale e Io-universo, userò il corsivo per quelle affermazioni che sono viste appunto nella seconda prospettiva.

In questo documento voglio mettere in particolare luce gli aspetti di come cambia la percezione della vita vista nell’ottica convenzionale e dellIo-universo.
Le ragioni di questo mia ideazione di una teoria filosofica non sono inutili o cervellotiche voglie intellettuali o fantascientifiche ma nasce da decine di anni di dubbi sentiti vivendo la vita comune di ogni giorno. I dubbi riguardano quello che si considera la realtà più solida: l’esistenza degli oggetti fisici. Nella filosofia convenzionale si ritiene che gli oggetti che vediamo attorno a noi sono evidenza di una estrema certezza, per esempio vediamo una stanza, dei tavoli, sedie, matite. Io ho cominciato ad avere dubbi su questa certezza quando mi sono reso conto che questi oggetti cosi solidi non lo sono affatto ad un’approfondita riflessione logica. Prendete una matita sul vostro tavolo: è veramente un oggetto assolutamente definito, solido, stabile? I primi dubbi arrivano dalla difficoltà di affermarne l’esistenza. Se un oggetto esiste allora deve essere possibile osservarlo in tempi diversi, ma quello che diventa difficile è definire come si fa a discriminare tra gli infiniti oggetti che esistono nell’universo al tempo 1  e al tempo 2 quali di questi sono le “immagini” dello stesso oggetto visto in tempi differenti.
La mia convinzione è che sia impossibile dimostrare che “l’immagine” di una matita al tempo 1 e “l’immagine” di una matita al tempo 2  costituiscono due apparizioni dello stesso oggetto.
Qualsiasi criterio si cerchi di escogitare per dimostrare che sia lo stesso oggetto si infrangerà inesorabilmente con difficoltà del tipo: se due apparizioni di un oggetto in tempi diversi sono esattamente uguali allora sono apparizioni dello stesso oggetto in tempi diversi. In realtà essere “uguali” non dà affatto la sicurezza di essere lo stesso.  Per definire l’uguaglianza bisognerebbe scendere in una metodologia su come va misurata. Se una goccia d’acqua viene rilevata esattamente uguale al tempo 1 sulla terra e al tempo 2 su una stella lontana milioni di anni luce allora bisognerebbe affermare che quella goccia d’acqua ha viaggiato in quell’intervallo di tempo dalla terra alla stella lontana? 
Il caso delle firme sugli assegni bancari dà una idea di come uguale non significhi lo stesso. Chiunque legge romanzi gialli sa che se vengono trovati due documenti con le firme esattamente uguali allora sono un falso ( cioè sono non posso essere della stessa persona ),
Senza approfondire ulteriormente qui un argomento che ritengo logicamente difficile dico solo che per quello che ne so il problema di definire cosa si intende per punto materiale ha occupato grandi filosofi per tempi  lunghi e non so se si possa dire risolto.
Ritornando al tema principale la matita sul nostro tavolo esiste o no? E come lo sappiamo?
Il famoso “cogito ergo sum” di Descartes era applicato agli esseri pensanti, ma una matita non pensa quindi come decidere se esiste?
Non voglio entrare nei dettagli dico solo che secondo me non c’è modo di provare l’esistenza di alcunché fino a quando inquadriamo le cose nella visione convenzionale. Qualsiasi tentativo si avviterà in situazioni di circolarità e incompletezza.
Per una matita esistere significa cominciare ad esistere come matita e poi esistere nei vari momenti, una idea che sa molto di vita umana con nascita esistenza e morte.
Secondo me questa visione convenzionale del mondo composto di oggetti, persone, pianeti, stelle eccetera non regge ad una analisi logica stretta. Questo mi ha fatto nascere l’idea di una teoria che superasse i problemi accennati sopra, cosi è nata l’idea dell’Io-universo. In questa visione  io ipotizzo un universo in cui ci sia una sola persona e che tutto ciò che esiste faccia parte di questa unica persona. Questa concezione supera le difficoltà di presumere l’esistenza di entità separate e indipendenti e riduce il tutto ad una sola domanda io esisto ? Se io esisto allora sicuramente esisterà l’universo, i pianeti, le stelle, le case, le persone, i tavoli e tutto sarà parte di me. Niente esisterà che non sia parte di me.
L’esistenza fa parte della coscienza e quindi non puo essere una qualità di oggetti incoscienti.
Voglio fare un confronto con altre visioni che possono sembrare simili ma che sono molto diverse :
-          La teoria filosofica del solipsismo
o       Nel solipsismo si sostiene che il mondo è illusione e che solo io esisto. Al contrario l’Io.universo sostiene che tutto esiste con la condizione che e parte di me.
-          Le visioni della fantascienza ( Matrix e altro)
o       In questa visione esiste un mondo indotto da un sogno artificiale e una realtà diversa. Io non penso affatto che esista un mondo diverso da quello che conosco.
-          Le visioni indotte da esaltazione mistica
o       L’Io-universo non ha niente a che fare con la divinità o con la soprannaturalità. Mi confronterò col pensiero dei filosofi religiosi nel seguito.
-          Le visoni indotte da turbe psichiche, depressioni e paranoia, personalità multiple.
o       Fondamentalmente l’Io-universo non implica colpe si altri, ne pensieri di persecuzioni, ritengo anzi che possa dare una visione più integrata positiva e collaborativa
Ho dovuto rilevare costanti concordanti somiglianze tra l’Io-Universo e alcuni postulati filosofi delle religioni in particolare con la cristianità. La mia posizione religiosa è non credente, non ateo, non agnostico. Gli accostamenti che faccio nel seguito con religioni vanno visti come accostamenti alla logica che sta in alla base delle stesse e non alla mistica.
Il concetto di qualcosa che possa esistere è secondo me legato ad un concetto di unicità. Una cosa esiste perche è l’unica istanza di quella cosa. Se una  matita esiste allora non avrà possibilità di incontrare se stessa in altri istanti di tempo.
La definizione della divinità cristiana “Io sono colui che è” dà una straordinaria ed entusiasmante idea di come l’esistenza sia legata all’unicità. Se qualcosa esiste allora deve essere unica.
Se sei unico allora esisti. E insieme a te, come parte di te esiste l’universo.
L’Io-universo è si identifica con la divinita? NO. Nell’universo esiste solo la necessità di essere tutto. Ma le capacita che sono proprie della divinità: omnipotenza, omniscienza, eccetera nell’Io-universo sono prive di senso.
Come la visione dell’Io-universo impatta sulla percezione della vita di ogni giorno e dei rapporti sociali?
Comincio col dire che nel caso della teoria del solipsismo si tende a assumere la posizione: se sono l’unico essere al mondo allora perche scrivere documenti o libri?
Nella mia visione dell’Io-universo al contrario niente cambia nella vita sociale o individuale perche nonostante l’Io-universo di una visione di una unica coscienza lascia intatto tutto quello che esiste intorno e secondo me non solo non impatta nei rapporti sociali ma anzi li rende più profondi e piu significativi.
Quello che voglio dire è che conoscere i meccanismi interni di una realtà non modifica la percezione del mondo. Nella visione convenzionale per esempio sappiamo che se avessimo un sesto senso  cioè vedere gli infrarossi o essere sensibili agli ultrasuoni vedremmo un mondo diverso ma in realtà noi reagiamo al mondo come ci appare e non a come è strutturato al suo interno.
Il fatto che nell’Io-universo noi siamo tutto, compreso le altre persone, credo che faccia pensare come in realtà qualsiasi cosa benché terribile sia parte di quello che siamo e che quindi dobbiamo guardare a come siamo profondamente. Cosi come aiutare gli altri o rendere il mondo migliore  significhi migliorare una parte dell’Io-universo e quindi noi stessi. ( “ama il prossimo come te stesso”
Riguardo la morte: L’Io-universo essendo tutto non puo terminare l’esistenza. Noi siamo tutti e tutto. Abbiamo momenti di incoscienza? Come nel sonno?
Non credo che qualcosa possa smettere di esistere per un tempo e poi tornare ad esistere. Se “Cogito ergo sum” allora anche “non” “cogito ergo non sum “?
Non ho ancora tutte le risposte. Per fortuna.
Dino Gruppuso     


Ho raggiunto un nuova coscienza rispetto all'IO-Universo che prima mi sembrava una teoria dai risvolti solo personali. L'IO-Uuiverso non è affatto una teoria come tante e dal valore solo spirituale o morale. Credo che l'IO-Universo sia NECESSARIO per poter procedere ad analizzare il mondo come lo conosciamo, le sue implicazioni, i suoi comprtamenti profondi

1 comment:

Annalisa Barbier said...

wow... bellissimo ed affascinante...

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