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Saturday, February 11, 2012

In Italia, era il 1970, il PC era travestito da calcolatrice per ragionieri e peggio un aggeggio rigidissimo una specie di pallottoliere per dottori commercialisti

Google festeggia oggi gli 84 anni dalla nascita di Robert Norton Noyce (December 12, 1927 – June 3, 1990)
Il suo nome significa Intel e Fairchild. La storia di Federico Faggin si intreccia con la storia di Noyce.
Ma chi ha vissuto da lontano gli anni della nascita dell'informatica distribuita che ha prodotto una rivoluzione esplosiva di un mondo che fino ad a quel momento relegava a scienziati in camici bianco la prerogativa di accedere all'informatica.
In quegli  anni  (1970) MAC ancora non esisteva ma in Italia era nato il primo PC del mondo http://www.stampa24.it/programma-101-olivetti/ si tratta del P101 della Olivetti frutto tra l'altro del lavoro di Faggin seguito a ruota dal P203 una versione customizzata per uso contabile.
Ma già a questo livello si poteva vedere la enorme differenza culturale tra L'Italia e gli Stati Uniti.
L'Italia a quei tempi come ora e piu di ora era un paese ingessato: il posto sicuro, il pezzo di carta, i timbri, la carta bollata, i tribunali, e tutto quanto era vecchio incartapecorito erano sovrani assoluti.
In Italia il pc era travestito da calcolatrice per ragionieri e peggio un aggeggio rigidissimo una specie di pallottoliere per dottori commercialisti dentro cui mettere pochi dati per far godere gli amanti di fatture, partita doppia, bolle, bilanci. Era gia terra di conquista di chi doveva dare il privilegio di conoscere, di poter accedere ai manuali, di acere notizie certe. L'informazione era usata come strumento per svilupare le clientele e negata alla massa.
In USA la Fairchild dove lo stesso Faggin in tempi diversi avrebbe lavorato per portare il suo importante contributo gia parlava ad un mondo industriale aperto, parlava di linguaggi di programmazione  standard compreso il Fortran con cui si poteva fare ben piu che stampare un libro giornale, e cio non per diversita di capacita potenziali ma per differenti retroterre culturali e politiche.
Questo divario, questo voler tenere gli italiani sotto tutela anche tecnologica dividendo l'italia tra geni e imbecilli e soprattutto tra "autorizzati" e tutti gli altri impedendo a schiere di giovani innamorati della tecnologia senza pezzo di carta di poter accedere e crescere. Certo Steve Jobs starebbe ancora nel sottoscala qui in italia.
Ma quello che è terribile è come anche questa volta le reti di clientele abbiano creato mostri industriali promuovendo "chi di dovere" e lasciando morire chi aveva qualcosa da dire.
Non ci possiamo lamentare se poi questo modo di fare "rete" ha lasciato l'Italia industriale ed economica arida e sterile arrivare fino ad oggi, ad un passo dal default.







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