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Wednesday, October 17, 2012

Compagnia delle Opere e CL: la politica degli affari

Compagnia delle Opere e CL: la politica degli affari http://www.thepopuli.it/2009/11/compagnia-delle-opere-comunione-liberazione-politica-affari/ Posted By Roberta Lemma On 04 Nov 2009. Under Inchieste, Vetrina Tags: affari, compagnia delle opere, comunione e liberazione, giuseppe grossi, ligresti, massoneria, sussidiarietà Compagnia delle Opere, braccio economico di Comunione e Liberazione. Lo slogan della Compagnia delle Opere è suggestivo: «un criterio ideale, una amicizia operativa». Una vera e propria setta, piu giovane e meno potente della Massoneria ma che contribuisce, nel suo piccolo, a dirottare soldi, favori e tutta l’economia territoriale di concerto alle altre grandi sette con le quali si spartisce affari e interessi. Presieduta prima da Vittadini, poi da Raffaello Vignali e adesso dal tedesco Bernhard Scholz. Il loro giro d’affari è imponente: 70 miliardi di euro, realizzati da 35 mila aziende e professionisti, il 69% dei quali opera nel Nordovest italiano. Nella stessa zona dove opera Giuseppe Grossi arrestato ni giorni scorsi per corruzione e frode fiscale, per la bonifica – gonfiata – di Santa Giulia nel milanese e per le tangenti e mazzette pagate e ricevute e per i finanziamenti illeciti a partiti e politici per ogni favoritismo. L’adesione alla Compagnia delle Opere tocca annualmente una crescita del 10% e questo perche, qualunque imprenditore nasca e intenda lavorare in quella zona deve fare parte di certi circoli, altrimenti resta tagliato fuori dagli appalti e dagli interessi economici. Sopratutto tra le medio – piccole imprese dove il fatturato è di circa 2 milioni di euro l’anno, i settori sono vari: edilizia, sanità, fiere, servizi ect. A livello manageriale, come vedremo, cresce la presenza di uomini targati Comunione e liberazione e Compagnia delle Opere, in campo internazionale, la Cdo ha già uffici in 12 Paesi stranieri e sta preparando lo sbarco in grande stile negli Stati Uniti. Tutto questo, nonostante la crisi economica, ed è nei momenti di recessione che il peso di certi ambienti si fa schiacciante e di vitale importanza per la sopravvivenza di alcune imprese. Massimo Ferlini presidente della Compagnia delle opere spiega il perchè di questo crescente di adesioni in tempi di durissima crisi economica: « Noi facciamo in modo di veder superata la solitudine dell’imprenditore, creando reti di amicizia che hanno un impatto determinante sul business. Sarebbe sbagliato paragonarci a Confindustria, perché noi associamo anche professionisti, non solo imprese. Ma soprattutto perché al centro della nostra azione c’è la persona, e non l’azienda». Gli uomini che nella rocca forte di Formigoni dettano legge in campo finanziario ed economico intrecciando pericolose amicizie politiche ad amicizie imprenditoriali, bancarie fino a congiungersi, talvolta, in quel di San Marino. Ogni settore ha una sua associazione, ognuna di queste piccole associazioni fa capo alla setta che le guida e le istruisce. Principali partner sono Bombardier, Finmeccanica, Sai e Intesa Sanpaolo. Il Cofidi-Compagnia delle opere, in collaborazione con Banca Intesa, facilitano l’accesso al credito da parte delle pmi. Alcune attività si appoggiano al partner pubblico come il Coexport, il consorzio della Compagnia delle Opere per l’esportazione, che ne è punto operativo di Regione Lombardia in Argentina, Cile, Cuba, Germania, Kazakhstan, Romania e Stati Uniti. La Compagnia delle Opere si occupa anche di stipulare accordi per conto di terzi, un esempio è quello tra la Per spa di Peschiera Borromeo e la genovese Rgi. La prima, diretta da Stefano Sala è stata fondata nel 2007 e opera nel recupero dei danni derivanti alle imprese da incendi e allagamenti. La seconda, è stata costituita nel 1987 da Ercole Gialdi e si occupa della disinfestazione di opere d’arte con il metodo dell’anossia (mancanza di ossigeno), attraverso un macchinario brevettato che si chiama Veloxy. Inoltre la Compagnia delle Opere agisce anche da mediatore permettendo di entrare negli affari che contano 3 aziende palermitane di informatica, la Sg Sait di Antonino Verro (system integration elettrica ed elettronica nel settore della sicurezza), la Glowing technologies e la Starbeam di Giovanni Termini. Dopo l’incontro, le tre aziende si sono fuse e hanno dato vita, insieme a marchi minori, a una nuova impresa: Cseven. Naturalmente ricordiamo che Compagnia delle Opere è solo uno strumento di Comunione e Liberazione infatti il suo rappresentante storico, Luigi Roth, è da 9 anni presidente della Fondazione fiera di Milano (1 miliardo di patrimonio), oltre che di Terna e della Banca popolare di Roma, è anche consigliere di amministrazione Pirelli, Avvenire, Cariferrara e Ospedale maggiore di Milano. Maurizio Lupi è amministratore delegato del Milano Convention center dal 1994, di Forza Italia ed è stato per alcuni anni assessore all’Urbanistica del comune di Milano, oggi vice presidente della Camera dei deputati e, soprattutto, capocorrente di Comunione e Liberazione nei palazzi romani. Inoltre, è considerato fra i papabili per la candidatura a sindaco di Milano dopo la scadenza del mandato di Letizia Moratti. Anche perche la Moratti non va a genio a Salvatore Ligresti capo imprenditore e amicissimo di Forimigoni. Anche Lupi è una adepto fedelissimo del conflitto di interesse infatti, nonostante l’attività politica, non ha mai abbandonato gli incarichi manageriali in Fiera. Presidente della Gefi, Gestione fiere, è Antonio Intiglietta, che è anche a capo della Compagnia delle Opere della Lombardia. Gestione fiere, che organizza Artigianifiera ed Expo Italia Real estate, fattura 20,3 milioni di euro, con un utile netto di 3,3 milioni. Intiglietta è tra l’altro presidente di Media Expo. La Compagnia delle Opere spesso affianca Promos, ‘azienda speciale della Camera di commercio di Milano guidata da Bruno Ermolli, manager vicinissimo a Silvio Berlusconi, nella promozione all’estero del sistema fieristico lombardo, condotta grazie a un finanziamento regionale. Il trait d’union fra le due realtà è Sandro Bicocchi, vice presidente di Promos ed ex direttore generale della Compagnia delle opere carica che ha lasciato per diventare prima amministratore delegato di Fiera di Milano International e poi amministratore delegato della società di software Opera 21. Giorgio Vittadini quando lascia la guida della Compagnia delle opere si dedica alla costruzione della fondazione per la Sussidiarietà, il punto più oscuro di Compagnia delle Opere. La Sussidarietà è «una modalità di sviluppo, che riconosce e valorizza l’iniziativa del singolo, delle formazioni sociali e delle pmi». Praticamente affida al privato i servizi che erano pubblici potendo controllarne l’occupazione, l’uso e i finanziamenti. « Con la sussidiarietà la Regione Lombardia di Roberto Formigoni ha alimentato migliaia di società, cooperative e fondazioni», rileva Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, uno dei pochi oppositori agguerriti che il governatore ha in seno al Pirellone, «creando un potere parallelo che si autoalimenta e svuota lo Stato dall’interno». Noi invece pensiamo che in una nazione liberale non dovrebbero esistere – sacchi – occulti e soprattutto non dovrebbero società con le mani in pasta ovunque occuparsi della gestione dei soldi pubblici. Quanto vale la Sussidiarietà? A livello nazionale è impossibile fare una stima, anche perché appalti, delibere e affidamenti sono divisi fra decine di migliaia di sigle. In Lombardia, negli anni della presidenza Formigoni, otto dei 16 miliardi di euro di spesa sanitaria sono passati ai privati. Di questi 8 miliardi, una buona metà è confluito nella galassia ciellina, attiva anche in formazione, istruzione, volontariato e servizi alla persona di vario tipo. Considerando tutto, per aziende e cooperative vicine alla Compagnia delle Opere il business della sussidiarietà vale circa 5 miliardi di euro nella sola Lombardia. Lo stesso Giuseppe Grossi era uomo vicino alla Compagnia delle Opere e guarda caso ultimamente si era aggiudicato importantissimi appalti pubblici, ma è anche l’uomo scoperto nella lista con altri 552 nomi come evasore fiscale finito in una banca nel Texas. Chi comanda politicamente nel nord – est d’Italia? Sia Comunione e Liberazione sia, naturalmente, Compagnia delle Opere sono alleate con la Lega e quindi con il Popolo delle Libertà e con le cooperative rosse emiliane, quindi con tutti i grandi nomi dell’alta finanza che questo spaccato porta con se. Centinaia di imprese nel confine tra pubblico privato, direttamente possedute o guidate da politici, ex o ancora attivi. Come il gruppo Della Frera, che fattura circa 25 milioni di euro, impiega 500 dipendenti e controlla il Polo geriatrico riabilitativo (case di riposo a Milano e Cinisello Balsamo che operano in convenzione con la regione) e l’Hotel Villa Torretta, un quattro stelle di proprietà del Parco Nord Milano, che l’ha concesso in gestione gratuita per 60 anni in cambio della ristrutturazione. Guido Della Frera da 15 anni è in politica con Forza Italia, prima come consigliere comunale di Milano e presidente della commissione Lavori pubblici, poi come assessore regionale agli Affari generali. Della Frera gestisce il Polo geriatrico riabilitativo dal 2002. Dal 2003 Della Frera non ha più incarichi amministrativi, ma ha continuato sempre a fare politica nel partito. L’ultima fatica, nell’estate 2009, è stata quella di coordinatore della campagna elettorale di Guido Podestà per la provincia di Milano. Nel campo assistenziale la maggiore azienda resta il gruppo Arkimedica con Claudio Cogorno come presidente e amministratore delegato. Cogorno è il numero uno della Compagnia delle opere a Crema. Arkimedica, quotata in Borsa, ha una strategia di «acquisizioni federative». In pratica, prende partecipazioni (fino ad oggi sono 45, per un giro d’affari complessivo di 200 milioni di euro circa) in strutture sanitario assistenziali già esistenti e convenzionate con le regioni. Queste partecipazioni sono pagate con azioni di Arkimedica. In campo sociale, la parte del leone viene svolta dalle cooperative che fanno riferimento a Valter Izzo, responsabile della Compagnia delle opere di Milano. Izzo è anche presidente dell’Asilo Mariuccia e della fondazione Esae e promotore del gruppo La Strada, un insieme di imprese sociali con 25 strutture operative a Milano e provincia. Legatissima a Comunione e liberazione è con la Fondazione banco alimentare della Lombardia. Nulla è lasciato al caso, tutto è minuziosamente controllato, preparato. Come detto non lasciano nulla al caso e cos’ anche rifiuti e mensa fanno parte di questa gigantesca galassia sconosciuta ma imperante. Dei rifiuti lo sappiamo, se ne occupava da tempo Giuseppe Grossi e sappiamo cosa è successo con lui, delle mense si occupa la cooperativa romana La Cascina, giunta recentemente agli onori delle cronache per presunti favori fiscali. Guidata dal presidente Giorgio Federici, La Cascina fattura 200 milioni di euro con un utile di 400 mila. Eugenio Scalfari nel 2008 dichiara a proposito della Compagnia delle Opere e di Comunione e Liberazione: «nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere». Tra i manager pubblici simpatizzanti, spicca Alberto Daprà, che è presidente sia di Compagnia delle opere informatica, ma anche di Lombardia informatica, 216 milioni di euro di fatturato 2009. Un altro importante manager regionale targato Comunione e Liberazione è Marco Nicolai, presidente della finanziaria regionale Finlombarda. Raffaele Cattaneo che, oltre a essere assessore regionale alle Infrastrutture è presidente del consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde, grande centro appaltante del settore, praticamente si appalta da solo mamma mia che vergogna! Luciano Bresciani (Sanità), Giulio Boscagli (Famiglia e solidarietà sociale), Romano Colozzi (Finanze). Della cordata fanno parte anche il consigliere Marco Sala e il segretario generale Nicola Sanese, ex deputato dc, da molti considerato come una sorta di vice governatore de facto. Tutti facenti capo a Comunione e Liberazione e quindi alla Compagnia delle Opere. Nel consiglio di amministrazione di Infrastrutture Lombarde figurano gli stessi nomi: Guido Della Frera, in campo sanitario, Pasquale Cannatelli presiede il Niguarda e Alberto Guglielmo il San Matteo di Pavia. Mentre Giancarlo Cesana è recentemente diventato presidente della maggior struttura lombarda: l’Ospedale maggiore, policlinico Mangiagalli e Regina Elena. Cesana è da sempre indicato come il leader laico di Comunione e Liberazione. Ma appunto tale setta sta crscendo e moltiplicando soldi e territori, tra gli astri nascenti, Graziano Tarantini e Claudio Artusi. Tarantini è l’uomo che ha fatto nascere e crescere la Compagnia d elle Opere di Brescia, avvocato, fondatore dello studio Gft & partners è presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, vice presidente della Banca popolare di Milano e presidente della sua controllata Banca Akros. Claudio Artusi, dal 2005 all’estate 2009 numero uno di Fiera di Milano, è invece amministratore delegato di Citylife progetto che ha permesso a Ligresti di vedersi accreditare 11 miliardi di euro e che dovrebbero riconsegnare entro gennaio 2010. La sponda di Artusi in consiglio comunale, l’assessore allo sviluppo del territorio Carlo Masseroli di Comunione e Liberazione. Molti dei nomi qui citati sono conosciuti nelle procure o figurano negli archivi di qualche magistrato, o hanno già avuto qualche condanna, tuttavia la strada della giustizia sembra non conoscere meta e farsi sempre più in salita. Per accorciare questo percorso dobbiamo parlarne, ovunque, ad alta voce.

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