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Saturday, March 26, 2011

I creativi vengono dalla strada tanto quanto dalle università.

Sorgente: Linkedin Piero Ponti Sgargi: "Che cosa deve fare l'Italia per poter intraprendere questo processo di trasformazione e su quali tipi di vantaggio può far leva?

1) Investire in tecnologia, soprattutto in ricerca e sviluppo presso le principali università italiane.
Le università generano e sviluppano nuove idee e tecnologie, sono spesso fonti di piccole aziende tecnologiche che nascono dall'imprenditorialità di studenti e docenti, sono magneti che attraggono talenti e aiutano a rendere la comunità più aperta e tollerante nei confronti di nuove persone e nuove idee.
2) Coltivare la creatività sotto ogni forma in tutta la popolazione.
La creatività sconfigge razze, etnicità, età, preferenze sessuali e reddito. I creativi vengono dalla strada tanto quanto dalle università. Non incoraggiare queste doti in tutta la popolazione rappresenta un enorme spreco di potenziale creativo.
3) Alimentare la tolleranza e l'apertura verso il nuovo e il diverso.
L'Italia è un paese dove i valori di "espressione individuale" non sono ancora pienamente sviluppati; dove si tende a valutare e giudicare gli individui più sulla base del rispetto di norme e convenzioni sociali tradizionali che non per loro capacità specifiche, di pensiero autonomo e indipendente. L'Italia deve imparare a coltivare e apprezzare sempre di più i valori di apertura sociale, così come di accettazione di diversità culturali, sociali e razziali.
4) Valorizzare le risorse esistenti.
L'Italia ha moltissime risorse che potrebbero consentirle di competere nell'economia creativa; ha un patrimonio enorme da riscoprire, utilizzare e aprire al mondo. Grandi e splendide città come Roma, Venezia, Firenze, e anche molti altri centri urbani più piccoli ma comunque ricchi di storia, cultura artistica, ambientale, alimentare, possono divenire centri in grado di attrarre talenti e creativi da tutto il mondo. Città come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Napoli, Torino e altre ancora, sono tutte potenziali candidate per divenire i prossimi centri creativi.

L'Italia, come le altre nazioni, non può più prosperare e neppure sopravvivere facendo affidamento su approcci tradizionali composti da più o meno bilanciati mix di politiche industriali, sovvenzioni, tagli fiscali alle imprese e un'eccessiva attenzione all'impresa e alla "produzione". C'è bisogno di iniziative coraggiose, nuove e di più ampio respiro che spostino l'orientamento dalla produzione alla "creazione", dalle imprese alle persone, e che rendano il paese un centro in grado di attrarre e valorizzare nuovi talenti provenienti da ogni parte del mondo. L'alternativa è continuare a guardare al passato mentre i migliori talenti vanno a rincorrere i loro sogni altrove."
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Ob1kenobi : "Può sembrare incredibile ma chi ha sempre vissuto dalla parte delle classi agiate non sembra rendersi conto che esiste un mondo italiano che ha perso ogni fiducia in tutto ciò che che ha il marchio della ufficialità, dello stato, della politica. Questo secessione Italiana silenziosa che ha preso avvio molti anni fa e che si sta solo ampliando ha dovuto prendere atto che opportunità non è collegato con innovazione, capacità ma è collegato inesorabilmente ad un intrallazzo dove qualcuno vigilerà che sara solo chi è "accreditato" che andrà avanti. Questo qualcuno potrà essere un la politica, le istituzioni, le banche, le universita, le grandi aziende eccetera. Questa Italia separata in casa è il bacino naturale della malavita organizzata, dell'usura, del lavoro nero, eccetera. Questa Italia è anche quella del non voto ma molti invece vanno a votare per inerzia per interesse.
Per questa Italia se c'è successso allora di sicuro c'è anche il trucco"

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