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Thursday, December 9, 2010

sopra la panca la capra campa



Sono stato per alcuni giorni col notebook imballato: funzionava troppo lentamente e quindi subito ho adottato le solite contromisure: controllo antivirus eccetera. Ma il maledetto non ha voluto saperne e tutto è rimasto come prima.
Alcuni giorni fa, mi sono trovato a fare il terzo riavvio del notebook (scoppiavo di rabbia) Finalmente dopo il BIP è cominciato il caricamento.
Quando il video si è acceso invece della solita schermata per il normale uso si è aperto un pannello mai visto prima. Il pannello a piena pagina in qualche secondo è diventato prima nero poi ho visto un’immagine in movimento.
Era una CAM e il tipo era riconoscibilissimo, era J., quello dei documenti segreti che stanno fioccando dappertutto.
Ho sentito il tipico CLIC del microfono che si apre e poi ha cominciato a parlare.
Mi ha chiamato per nome e già questo mi ha fatto andare fuori dai santi, io uso sempre nick e mai nomi veri.
Sono troppo esperto di bufale internet per non pensare che fosse un virus o un malware cosi immediatamente ho cercato di bloccare il notebook per farlo ripartire. Lui mi ha guardato attraverso la (mia) CAM che si era attivata si è messo a ridere e mi ha detto di aspettare perché il computer ora era sotto il suo controllo.
Non mi piacciono questi giochini sul mio computer, non mi piace la gente che lo fa e avevo troppo da fare ma non avevo scelta. Dopo i primi convenevoli, da parte mia veramente poco cortesi, mi ha detto che sapeva che noi non ci eravamo mai visti prima. Gli ho chiesto che voleva ( il mio inglese era veramente rudimentale rispetto al suo) .
Mi ha detto che da alcuni giorni ero stato estratto casualmente in una rosa di possibili interlocutori per compiere un brevissimo ma fondamentale atto.
Gli ho chiesto di provarmi che era veramente lui. Lo ha fatto, non chiedetemi come.
Era lui J. quello che stava provocando la fine del mondo diplomatico cosi come lo avevamo conosciuto prima. Mi ha detto che il mio profilo era stato accuratamente controllato e verificato e aveva deciso che poteva fidarsi di me per l’operazione finale.
Mi ha detto che aveva controllato sui social network che avevo già preso posizione in suo favore, che avevo fondato un gruppo per sostenerlo, eccetera, eccetera . Mi ha fatto vedere i miei documenti originali digitalizzati. Aveva in mano completamente la mia identità.
Gli ho chiesto cosa voleva . La situazione è esattamente come dicono in televisione è inseguito e accerchiato da ogni parte e rischia tra l’altro di perdere i risultati del lavoro di un progetto a cui aveva dedicato la vita. Mi ha detto aveva delle preoccupazioni sulla sua sicurezza e che aveva pochissimo tempo.
Mi ha detto di trovare una frase, anche italiana che se ci fosse stata necessità io avrei pubblicato su giornali , internet inclusa ( abbiamo concordati i siti web ) e i cento mila addetti sparsi in diverse aree geografiche in un secondo la avrebbero usata per aprire gli archivi e scatenare una tempesta politica di enormi dimensioni.
Mi ha descritto esattamente come sapere quando il momento X è arrivato.
Gli ho detto che tutto questo sembrava una tipica fregatura internet e che non aveva nessun motivo di rivolgersi a me. Mi ha risposto e che era appunto l’assenza di ogni legame tra di noi che era necessario perche cosi nessuno sarebbe arrivato a me prima di far esplodere la cosa quindi la “parola chiave era introvabile”. Mi ha tenuto bel po’ fino a che non mi sono convinto che non era una bufala.
Ho digitato la frase, me la ha fatta controllate tre volte carattere per carattere. Concluso il discorso mi ha detto che il computer si sarebbe riavviato cancellando qualsiasi traccia del nostro discorso. C’è stato un Bip, il computer sé riavviato e tutto è sparito.
Il motivo per cui scrivo è che ho appena guardato la TV. La situazione è diventata quella prevista devo farlo ora.
Ho paura di essere una pedina di un gioco troppo grande per me, devo liberarmi della maledetta frase ora in questo momento. C’è silenzio attorno non mi piace e io vivo solo.
Non mi piace il rumore che sale sulle scale
Ho deciso di usarla come titolo di un racconto.

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