Search This Blog

Tuesday, April 12, 2011

AI confini della follia aggiornamento 1 alla fine

Ai confini della follia.

Questo scritto dovrebbe essere letto dopo i precedenti “Non premete quel pulsante” e “Dopo il fuoco e il tempo l’uomo invento la realtà”
Non credo che potrò scrivere un altro post su questo argomento perché ritengo veramente quello che sto per dire sia al limite del ragionevole e forse un po’ più in là.
Nei due scritti precedenti dicevo sostanzialmente che la non esistenza intesa come morte non è verificabile e che il mondo come lo conosciamo non è cosi certo come pensiamo.
La base del ragionamento è che mentre è possibile definire logicamente dei punti dello spazio tempo mi sembra molto più difficile definire l’esistenza come una linea che li collega. In realtà la linea è una relazione tra due entità che esiste solo nella nostra mente.
In una delle teorie cui ho fatto riferimento, è ipotizzato che nel mondo non c’è niente di verificabile al di fuori della propria mente. Il filoso Nagel però ha sollevato la questione che non essendo possibile verificare come è il mondo con o senza di noi non è verificato che in effetti la esistenza dell’io risolve il problema.
Altre questioni sollevate da Nagel rispetto al “solipsismo” sono che se uno si trova solo nell’universo allora probabilmente non ha senso scrivere per gli altri e il mondo diventerebbe un mondo grigio di solitudine.
Io mi voglio concentrare su questi ultimi aspetti per dire che non sono d’accordo ed esprimere una mia ipotesi al riguardo.
Il particolare argomento da trattare mi ha trattenuto un bel po’ dallo scrivere per paura di cadere nel ridicolo o di apparire in preda a manie di esaltazione religiosa o simile.

Se in questo mondo non è possibile dimostrare niente che sia “ fuori “ di noi io penso che sia possibile ipotizzare un mondo in cui esiste una sola persona che chiamo “io”.

La mia ipotesi è che il mondo fatto di una sola persona al contrario di quello che si pensa non è un mondo si solitudine e non è un mondo triste. La chiave di questa ipotesi è di cancellare un’immagine cui l’uomo si è abituato col tempo in cui esistono un corpo e uno spirito collegati in qualche modo e un mondo esterno che gli fa da scenario.
Nella mia ipotesi il mondo, l’universo, tutti possibili universi sono “io”.
In questo io-universo c’è tutto quanto c’è nell’universo tradizionale ma ci sono anche delle particolarità.
Questo io-universo continua a non essere una fantasia nel senso che le cose succedono buone o cattive che siano senza tenere conto della mia volontà.
In questo io-universo gli altri sono una parte di me, una diversa apparenza di me stesso.
In questo io-universo posso andare d’accordo o no con gli io-altri, posso anche litigarci o essere violento o possono farlo loro pur continuando rigorosamente ad essere una parte di me.
Questo io-universo è eterno perché la non esistenza non è dimostrabile.
In questo io-universo gli altri muoiono e continuano rigorosamente a fare parte di questo io-universo.
Credo che sia bello pensare che in realtà nessuno muoia ma che solo emanazioni dell’io-universo nascono vivono e muoiono rientrando nell’io-universo. Nell’io-universo nessuno è mai morto e siamo tutti sempre rigorosamente compenetrati. In questo io-universo i padri e i figli non si sono mai separati.
Certo il pensiero di parlare discutere o avere relazioni violente con gli io-altri che sono parte del io-universo può risultare pazzesco e ridicolo. Ma l’uomo da tempo sa di essere fatto di componenti di se stesso diversi, la parte maschile la parte femminile, coraggioso e vigliacco, gentile e maleducato, componenti che convivono da sempre e “dialogano” dentro di noi da lo sappiamo. Aspetti diversi e in antitesi contribuiscono all’equilibrio.
C’è un altro aspetto che mi fa piacere di evidenziare: in questo io-universo io devo vedere gli altri come un aspetto diverso di me e devo cercare di rendere questo io-universo migliore perché questo io-universo è l’unica cosa che esiste.
====================
Aggiungo alcuni post in risposta a domande sull'argomento :



Nell’io-universo ci sono io e ci sei anche tu e gli infiniti altri di tutti i tempi. L’io-universo per me è un modo di identificare un percorso di un sentiero e distinguerlo da tanti altri percorsi seguiti. Nell’elaborare l’idea dell’io-universo ho spesso rilevato la stretta somiglianza ( solo formale ) con molte forme di religioni. L’io-universo ha somiglianze per esempio con la divinità monoteista ma non ne possiede affatto le caratteristiche di onnipotenza, onniscenza e altre. Pero la frase “io sono colui che è” probabilmente è in relazione all’io universo, come l’essere in ogni luogo. La sciensa come ho detto è il percorso dell’uomo per spiegarsi il mondo attraverso strumenti come la realta, la fisica, i corpi. Ma la realta della scienza è solo uno strumento da non confondere con il mondo
La questione "perché mai si chiama io-universo e non sono universo.
La ragione è fondamentale.
Se prendiamo un certo punto dello spazio ad un dato tempo e un secondo punto dello spazio in un tempo successivo la scienza vuole che possa esistere un corpo tra i due punti. Io dico che non esiste modo di verificare questa asserzione e che la linea di “esistenza” che congiunge i due punti non è un entità fisica ma esiste solo nella mente dell’io che ne è cosciente. Questo naturamente vale per l’intero universo.

Saturday, April 9, 2011

Un sito che produce false identita complete in molte nazionalità:


Femare Berlusconi senza violenza ora!

Quali sono le possibilità che un ridotto gruppo di persone risolute possa provovare i cambiamenti che partiti elefantiaci e narcotizzati non riescono a produrre?
Sono certo che persone singole motivate siano in grado di fare breccia dove organizzazioni giaganti non riescono. Quali esempi conosciamo oltre WiKiLEAK ?
Se il partito azienda di BERLUSCONI è diventato pericoloso per la esistenza della repubblica quali sono i sistemi per abbatterlo con mezzi non violenti ma diversa del perenne brontolio dell'opposizione che non riesce ad usare metodi innovativi
8 seconds ago

Grandi scienziati hanno sentito la necessita di un mondo che comprende anche l'ignoto

@Edward (Edward Bent • "Wild Flowers: la Cultura della Biodiversità") bellissimo il pensiero di Einstein che hai citato, grazie (The Universe: “A human being is part of the whole that we call the universe, a part limited in time and space. And yet we experience ourselves, our thoughts and feelings, as something separated from the rest - a kind of optical illusion of our consciousness.
This illusion is a prison for us, restricting us to our personal desires and to affection for only the few people closest to us. The challenge must be to free ourselves from this prison by widening our circle of compassion to embrace all living beings and all of nature”. Albert Einstein (1879 – 1955)).
Credo anche che il tuo libro sia molto interessante dai contenuti. Ma questo rafforza un me la convinzione che nel passato grandi scienziati abbiano sentito la necessita di un mondo che comprende anche l'ignoto ma che non si siano mai sentiti autorizzati per questo a dare un colpo di mano per aggiungerlo senza una rigorosa giustificazione. Cosi la domanda di Einstein «credi davvero che la Luna non sia lì se non la guardi?» riferita all'esperimento di EPR dimostra come accanitamente si opponesse a qualsiasi visione che non fosse corroborata dalla logica e dalla evidenza spesimentale. Da alcune decine di anni sembra che olistico sia diventata una porta da cui pensieri non rigorosi possano passare facilmente.
In ogni modo ribadisco e confermo la mia visione che il mondo e il nostro modello di realtà non sono affatto la stessa cosa

Ogni bambino impara a raggiungere gli obiettivi di cui ha bisogno con una sua personale e originale metodologia.

Evito accuratamente di studiare cosa pensano gli altri sugli argomento di cui mi voglio occupare, dopo essere stato un accanito escavatore di tutto quello che sembrava interessante. Il motivo è che piu so di quello che gli altri pensano meno riesco ad avere una visione mia cosi alla fine devo fare uno sforzo doppio per arrivare alla meta.
Ci sono innumerevoli procedimenti alcuni terribilmente complicati che dovrebbero garantire un percorso originale e utile per raggiungere l'INNOVAZIONE a lettere maiuscole.
E ci sono quelli che insegnano come fare.
Io penso invece che non esiste un metodo descrivibile che possa rispondere ad una domanda per raggiungere un qualche tipo di obiettivo.
Ogni bambino impara a raggiungere gli obiettivi di cui ha bisogno con una sua personale e originale metodologia. Crescendo perdiamo questa capacità e impariamo a misurare qualsiasi esperienza sulla base della cultura di cui veniamo forniti.
Ognuno di noi puo in parte riacquisire quello che ha perso svilupparlo e renderlo efficace.
Quindi io non voglio insegnare niente voglio solo rendere le condizioni perchè una persona possa ritrovare le sue capacita.
Certo mi immagino che tutto ciò sia gia categorizzato studiato e frugato in ogni dettaglio però io voglio seguire la mia strada se posso.

Centro di meditazione sui problemi dell'innovazione non convenzionale

Mi faccio una riga di pubblicità dicendo che con la mia organizzazione qui in Thailandia stiamo lavorando ad un progetto per un centro di meditazione sui problemi dell'innovazione non convenzionale rivolto a chi per motivi personali o professionali necessita di scoprire o elevare il proprio livello di creatività. Useremo l'ambiente di un tempio Thailandese e le risorse di un maestro di meditazione Thai per aumentare la concentrazione e fare un buon lavoro permettendo a chi torna a casa di sentire che ha speso bene il suo tempo. Ovviamente ognuno puo solo essere aiutato a scoprire e potenziare ciò che già ha dentro ma chi non ha niente ( se esiste ) rimane con niente.

Innovatori da strada

Piero Ponti Sgargi • @ Dino: gli "innovatori da strada" cercheranno di realizzare le loro individualità e la meritocrazia.

I players della classe creativa evidenziano una forte tendenza all'individulità e all'affermazione di sè. Non amano conformarsi a direttive istituzionali od organizzative e resistono alle norme orientate al gruppo. Questo fenomeno si è sempre verificato nelle persone creative, dagli sregolati artisti agli eccentrici scienziati. Ma ora il fenomeno è più diffuso, tanto che, in un certo senso, l'atteggiamento sempre meno conformista nei confronti delle norme organizzative può rappresentare un nuovo valore di maggioranza. Gli innovatori si sforzano di trovare identità individuali che riflettano il loro particolare talento, e questo può dar luogo a un mix di più identità creative.
Il merito individuale è molto apprezzato dalla classe creativa. Gli innovatori prediligono il lavoro duro, la sfida e gli ambienti stimolanti, e i suoi players hanno una propensione a fissarsi degli obiettivi e a raggiungerli: vogliono progredire perché sanno di riuscire in quello che fanno. I players della classe creativa non si autodefiniscono più in base a quanto guadagnano o alla posizione che occupano in una piramide sociale delineata dal reddito. Per gli innovatori, il denaro non è tutto. Avendo già assorbito i valori meritocratici della classe creativa, gli innovatori non identificano più nella ricchezza il loro vero status e tendono quindi a minimizzare questo aspetto. Gli innovatori sono persone ambiziose che vogliono progredire grazie alle loro capacità e ai loro sforzi

Discussione: Creatività in scatola ?

Piero scusami ma credo che la tua risposta sia un po vaga. Mi pare che tutti sono d'accordo dull'importanza dell"inovazione" e che sia il punto di snodo del sistema italiano per passare da un sistema politico-sociale-economico bloccato qualcosa che contenga abbastanza innovazione da permetterci di riprendere un posto onorevole a livello mondiale.
Ora onestamente non credo che questo si possa ottenere con un approccio cosi debole.
Intanto non trovo traccia nel tuo ultimo post

<<2) Coltivare la creatività sotto ogni forma in tutta la popolazione.
La creatività sconfigge 2) Coltivare la creatività sotto ogni forma in tutta la popolazione.
La creatività sconfigge razze, etnicità, età, preferenze sessuali e reddito. I creativi vengono dalla strada tanto quanto dalle università. Non incoraggiare queste doti in tutta la popolazione rappresenta un enorme spreco di potenziale creativo. I creativi vengono dalla strada tanto quanto dalle università. Non incoraggiare queste doti in tutta la popolazione rappresenta un enorme spreco di potenziale creativo>>

Tu parli di genitori, scuole, organizzazioni sociali : ma dove è andato a finire l'approccio alle diverse <> ? e quando mai genitori, insegnanti e ambienti lavorativi si sono occupati di "strada" ?
L'innovazione intesa come un approccio non convenzionale che scavalcando taboo di tutti i tipi riesce a dare l'impulso perche il corso delle cose segua un corso imprevisto ma compatibile coi desideri e progetti della comunità non mi pare una cosa tanto facilmente definibile ne trasferibile per definizione. Sara difficile che possa essere trasformato in una specie di programma di "educazione civica per le scuole" o di un bel master della Bocconi perche nello stesso momento in cui avverrebbe diverrebbe determinato e quindi completamente inutile. In poche parole secondo me l'innovazione e la creatività non convenzionale non si insegnano ma si scoprono dentro chi gia la possiede. Quello che possiamo fare è darci da fare per scoprirla, favorirla, potenziarla eccetera.

Io penso che quello che farei se dovessi provvedere a individuare questi creativi innovatori sarebbe di cercare questo qualcosa che puo cambiare il corso del nostro modo di affrontare i problemi ovunque, tra i barboni nelle strade, gli immigrati, gli anziani, i bambini, i ricchi , i poveri, i geni e gli idioti.
La cultura in scatola in questo caso serve a poco o niente nonostamte possa avere l'etichetta di grandi nomi o di grandi universita.
Tutto questo puo risultare esagerato e francamente irritante perche interrompe il tranquillo svolgersi degli eventi, gli orari di lavoro, le vacanze, i figli da portare in piscina eccetera.
Ma se guardate dall'altra parte dell'oceano vedete che ci sono popoli che lavorano freneticamente accettando di non risparmiarsi e che fanno del successo la loro passione personale.
Per ora sono ancora fermabili ma se niente cambierà allora integreranno nel loro approccio tutta la tecnologia e la qualita occidentale e in quel momento noi avremo perso la nostra unica ragione di supremazia.
Discussione LinkediIn con Piero Ponti Sgargi.

Wednesday, April 6, 2011

Non facciamoci confondere dai sentimenti. Guardiamo le cose in faccia. C'è un male profondo nel popolo italiano che non è mai guarito e sta tornando ora. Noi non ci capiamo piu ci sentiamo diversi e non riusciamo a vedere le ragioni di essere sotto una sola bandiera. Se non riusciremo a tornare a capirci e a capire che il mare di putritudine possiamo scrollarcelo di dosso e tornare ad essere italiani, semplici, onesti, sinceri allora ci aspettano brutti tempi.

Wednesday, March 30, 2011

Ti sei guardato allo specchio oggi ?

Se ogni giorno non ti scopri più vecchio non vuol dire che sei piu giovane ma che sei morto
Butterfly effect

Io penso che  l'approccio al problema come un qualcosa di consolidato di cui  fare una analisi, determinare i difetti e poi progettare realizzare e diffondere i rimedi  sia non ottimale,  difficile nella fase di analisi  e lunga e durissima nella fase della propagazione dei rimedi.
Io  credo che invece un approccio più corretto e produttivo sia vedere la situazione corrente non una entità statica ma quanto di piu dinamico si possa immaginare: un mondo in cui segnali si propagano, si incontrano, si scontrano, rimbalzano, generano echi, si amplificano o si   smorzano fino ad esaurisrsi il tutto generando pattern di comportamenti e tendenze.
Quindi se dovessi generare il cambiamento di un ambiente cosi assolutamente non adotterei un approccio statico ma cercherei di capire e interpretrare i cambiamenti in corso le loro interazioni la loro nascita o morte, quindi  cercherei di utilizzare i pattern dinamici esistenti cercando di introdurre uno scarto minimo che poi possa propagarsi ed amplificarsi non creando nuove reti di interazione, che mi sembra una cosa molto pesante e dispersiva, ma incoraggiando e rafforzando gli aspetti delle dinamiche esistenti.
Cosi in realta si cambierebbe un mondo diverso introducendo un minino di energia e si realizzerebbe con grande velocita.

Chiediamo Referendum responsabilità Berlusconi & politici

Quanto è costato al paese avere al governo persone che sono ridicolizzate in ogni angolo del mondo ? facciamo il conto e facciamogliela pagare

google analytics