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Monday, April 25, 2011

Un paese creato attorno all'uomo, alla sua dimensione ai suoi bisogni e non vivecersa mostri industriali che ne stravolgono vita

Qui è notte fonda e non so fino a che punto sono lucido per dare risposte consistenti.
Vorrei anzitutto evidenziare che questa è una discussione culturale che ha come obiettivo lo scambio di opinioni e il confronto. Mai proverei di trasformarla in una situazione operativa che necessita di ben altra potenza, tempo, metodologie e dati.
In questa ottica posso dire che forse le cose non sono cosi impossibili secondo me, ma prima di tutto chiarisco che l'autoritarismo non fa parte delle mie opzioni.
Il problema delle auto forse si potrebbe iniziare ad analizzare dalla situazione di fatto: in Italia ogni famiglia possiede un certo numero di auto che hanno un costo che se calcolato come sommatoria di tutti i costi possibili diviso il numero di kilometri che percorre è sicuramente molto alto. L'utilizzo di queste auto comporta costi aggiuntivi per le comunita e costi sotto forma di inquinamento. Il traffico eccessivo in molte aree fa in modo che le stesse auto oltre che costare molto sono poco funzionali. L'utilizzo sociale dei mezzi di trasporto è probabilmente inevitabile. Come dicevo in Sud Est Asia, a Bangkok, 10 milioni di abitanti miniVan con penso 15 posti percorrono senza tregua i numerosi percorsi dando un ottimo servizio a basissimo costo tra l'altro perche non essendo ad orario prefissato partono appena pieni. Questo naturalmente è solo una fatto organizzativo non richiede motori a idrogeno ne altre risorse tecnologiche, ma sono sicuro che sia possibile trovare anche altre alternative. Come fare in modo che la gente li usi in questo caso mi sembra superfluo spiegarlo.
Certo modificare il tessuto industriale o finanziario di un paese è una cosa molto piu difficile. Penso che qui si possa per esempio pensare a cosa ha portato al successo le banche etiche in particolare in India e se in questi meccanismi è possibile trovare ispirazione su possibili cambiamenti. Microcredito, baratto, banche del tempo, e altre forme di transazioni finanziarie potrebbero essere considerate per limitare al massimo la centralizzazione del potere nelle banche tradizionali. Anche qui non servirebbe nessuna forma autoritaria di pressione perche le leggi del mercato guiderebbero i cittadini. Credo che sulle banche si potrebbe parlare all'infinito e so che persone piu esperte di me gia lo fanno in proposito. Per esempio un buon approccio potrebbe essere questo http://www.youtube.com/watch?v=oEfMR3zK4HY&feature=player_detailpage#t=250s
Anche la ristrutturazione delle grandi aziende in microaziende e aziende di dimensioni più contenute che siano adeguate alla dimensione umana potrebbero essere accettate dal mercato e dai lavoratori volontariamente ove fosse evidente che le microstutture si avvalgono di vantaggi che sfuggono ad una analisi impostatata per analizzare gli imperi industriali. Il Gigante NIKE in Thailandia prima e in Cambodia ora si avvale del lavoro di microaziende per rendere la sua produzione competitiva sul mercato internazionale.
Io credo che la gente starebbe benissimo in un paese creato attorno all'uomo alla sua dimensione ai suoi bisogni e non vivecersa a mostri industriali che ne stravolgono la natura e i ritmi costringendolo a lavorare senza il giusto riposo ed esponendolo a incidenti sempre piu ricorrenti.
Non vedo nessuna necessità di èarlate di animosita ne di vendette ma io parlo di stravolgimento delle strutture perche questo è necesssario. In quanto all'autoritarismo da tempo è stata svolta una analisi che dimostra come la concentrazione del potere nelle mani di pochi sia una spinta pericolosa : una centrale nucleare puo alimentare un intero paese e un solo uomo ha il potere di gestirla. Milioni di generatori di energia verde sono disseminati sul territorio e nessuno vale piu degli altri .

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