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Wednesday, March 30, 2011

Butterfly effect

Io penso che  l'approccio al problema come un qualcosa di consolidato di cui  fare una analisi, determinare i difetti e poi progettare realizzare e diffondere i rimedi  sia non ottimale,  difficile nella fase di analisi  e lunga e durissima nella fase della propagazione dei rimedi.
Io  credo che invece un approccio più corretto e produttivo sia vedere la situazione corrente non una entità statica ma quanto di piu dinamico si possa immaginare: un mondo in cui segnali si propagano, si incontrano, si scontrano, rimbalzano, generano echi, si amplificano o si   smorzano fino ad esaurisrsi il tutto generando pattern di comportamenti e tendenze.
Quindi se dovessi generare il cambiamento di un ambiente cosi assolutamente non adotterei un approccio statico ma cercherei di capire e interpretrare i cambiamenti in corso le loro interazioni la loro nascita o morte, quindi  cercherei di utilizzare i pattern dinamici esistenti cercando di introdurre uno scarto minimo che poi possa propagarsi ed amplificarsi non creando nuove reti di interazione, che mi sembra una cosa molto pesante e dispersiva, ma incoraggiando e rafforzando gli aspetti delle dinamiche esistenti.
Cosi in realta si cambierebbe un mondo diverso introducendo un minino di energia e si realizzerebbe con grande velocita.

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